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Decreto ingiuntivo emesso da Tribunale territorialmente incompetente: conseguenze e soluzioni processuali.


6 Dicembre 2010


Nell’ambito di un procedimento di opposione a decreto ingiuntivo ottenuto dal creditore da parte del Tribunale di Roma, alla prima udienza del Giudizio di Opposizione, in ragione dell’eccezione – sollevata dal debitore - di incompetenza territoriale del Tribunale di Roma a pronunciarsi nel monitorio, il Giudice Istruttore con ordinanza ha dichiarato la incompetenza del Tribunale di Roma a decidere del procedimento di opposizione per essere competente il Tribunale di Treviso, talchè revocando il decreto ingiuntivo n.xx emesso dal Tribunale di Roma.
Ebbene, a prescindere dal merito della questione, sono principii consolidati, più volte confermati dalla giurisprudenza di legittimità (cfr. ex multis Cass. Civ. 09/06/1990 n.5623) che: (a) il giudice dell'opposizione il quale rilevi l'incompetenza del giudice che ha pronunciato il decreto, deve dichiarare la nullità di questo; (b) una volta eliminato il decreto, il ricorso che lo ha provocato rimane a costituire la domanda proposta dal creditore (attore in senso sostanziale) contro il debitore opponente (attore in senso formale ma sostanzialmente convenuto) pertanto la competenza a conoscere di essa sarà contestualmente dichiarata dal giudice dell'opposizione con una pronuncia che potrà permetterà la "traslatio judici" al giudice competente attraverso la tempestiva riassunzione ex art. 50 c.p.c. entro 3 (tre) mesi dalla prununciata incompetenza; (c) la pronuncia di invalidità del decreto è conseguenza necessaria e inscindibile della pronuncia di incompetenza del giudice che lo ha emesso e, una volta insorta la causa di merito, a pieno contraddittorio, con la citazione in opposizione a decreto ingiuntivo, non è ammessa proceduralmente l'emissione di un nuovo decreto da parte del giudice "ad quem".
In sostanza, nella declaratoria d'incompetenza del giudice dell'ingiunzione è espressa (anche solo implicitamente) la declaratoria d'invalidità del decreto e ciò che trasmigra al giudice competente non è più propriamente - una causa di opposizione - a un decreto che più non esiste – ma una causa da svolgersi secondo le norme del procedimento ordinario a cognizione piena.
In casi consimili dunque, in alternativa alla riassunzione della domanda con giudizio a cognizione piena (ex art. 50 c.p.c.) entro 3 (tre) mesi presso il Tribunale dichiarato competente, rimane salva l'istanza di del creditore del regolamento di competenza alla Corte di Cassazione.
Il procedimento di regolamento di competenza presso la Corte di Cassazione è disciplinato dagli artt. 42, 47 e 49 c.p.c.
Secondo il combinato disposto da detti articoli l’ordinanza che, pronunciando sulla competenza, non decide il merito della causa può essere impugnata soltanto con istanza di regolamento di competenza. L'istanza di regolamento di competenza si propone alla Corte di Cassazione con ricorso sottoscritto dal procuratore o dalla parte, se questa si è costituita personalmente. Il ricorso deve essere notificato alla controparte entro il termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione della ordinanza che ha pronunciato sulla competenza. La parte che propone l'istanza, nei cinque giorni successivi all'ultima notificazione del ricorso, deve chiedere ai cancellieri degli uffici davanti ai quali pendono i processi [Cancelleria dei decreti ingiuntivi e Cancelleria Civile del Giudice dell’opposizione] che i relativi fascicoli siano rimessi alla cancelleria della Corte di Cassazione. Nel termine perentorio di venti giorni dalla stessa notificazione deve depositare in Cassazione il ricorso con i documenti necessari. La controparte alla quale è notificato il ricorso può nei venti giorni successivi alla notifica depositare nella cancelleria della Corte di Cassazione scritture difensive e documenti. Il regolamento è pronunciato dalla Corte di Cassazione con ordinanza in camera di consiglio entro i venti giorni successivi alla scadenza del termine previsto per la controparte per depositare scritti difensivi e documenti. Con la ordinanza la Corte di cassazione statuisce sulla competenza e dà i provvedimenti necessari per la prosecuzione del processo davanti al giudice che dichiara competente e rimette, quando occorre, le parti in termini affinché provvedano alla loro difesa.

Avv.Francesco Caretti

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